Le vocali turche sono otto; possono essere divise in due gruppi:
quattro vocali prepalatali : e i ö ü
quattro vocali postpalatali : a ı o u
Questa distinzione è particolarmente rilevante per l’applicazione dei suffissi. E’ regola di carattere generale che in un vocabolo turco si susseguano soltanto vocali prepalatali o soltanto vocali postpalatali. Esempio:
köpek cane orman bosco
Non sono escluse però eccezioni:
1. Le parole di derivazione straniera non sempre seguono le regole dell’armonia vocalica. Esempio:
kitap libro tiyatro teatro
2. Anche alcuni vocaboli turchi non seguono le regole dell’armonia vocalica. Esempio
elma mela kardeş fratello
Discorso a parte deve essere fatto per le parole composte. Queste, in nessun caso, contrastano con le regole dell’armonia vocalica. Pronunciando la parola infatti, si avverte il suo carattere composto. Esempio:
Karadeniz Mar nero [composto di kara (nero) e deniz (mare)]
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